À la une
Sur la scène de l’Opéra de Nancy, les Carmélites de...
Parme, Orfeo ed Euridice – Humain, trop humain : un...
Le Vaisseau fantôme à Rouen : De l’errance à la chaîne...
Philharmonie : Le Paradis et la Péri par Philippe Jordan
Sabine Devieilhe et Mathieu Pordoy à Bordeaux, un hymne aux...
Opéra Bastille : Un ballo in maschera, retrouvailles avec Anna...
Monte-Carlo – Die Walküre avec voix, effets scénographiques mais sans...
Traviata à Bordeaux – Tout ce qui brille…
Les Surprises en tournée avec DIDON ET ÉNÉE
Les brèves de janvier –
  • Accueil
  • À Voir
  • Avant-concerts
  • Vu pour vous
  • Artistes
  • Œuvres
  • Médiathèque
  • Humeurs
Première Loge

Pour ne rien manquer de l'actualité lyrique, restons en contact !

ProductionCompte renduVu pour vous

Parma – Il barbiere di Siviglia : elegante ed ironico, fedele al passato ma rivolto al futuro

par Ivonne Begotti 13 mars 2025
par Ivonne Begotti 13 mars 2025
© Roberto Ricci
0 commentaires 14FacebookTwitterPinterestEmail
1,K

Il barbiere di Siviglia, Gioachino Rossini, Teatro Regio di Parma, 9 marzo 2025

Ci sono opere che non ci si stanca mai di vedere e ci sono allestimenti che si vorrebbero applaudire non una, ma innumerevoli volte. Così Il barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini con la regia, le scene e i costumi di Pier Luigi Pizzi che, originariamente pensato per il Rossini Opera Festival del 2018, ha aperto la stagione lirica parmense del 2024 ed è stato riproposto al Teatro Regio il primo, il 5, il 7 e il 9 marzo, fuori abbonamento e sempre col teatro gremito.

La rappresentazione dura più di tre ore, perché la partitura è eseguita in forma integrale. Tuttavia, il pubblico si diverte, talvolta ride vedendo le trovate sceniche e alla fine esplode in fragorosi applausi, conquistato dalla sobria eleganza, dall’effervescente giocosità e dallo straordinario affiatamento d’insieme tra gli interpreti, i coristi e l’orchestra.

L’allestimento è minimale e molto luminoso, con Massimo Gasparon curatore delle luci. Presenta un’ambientazione atemporale ed è giocato sull’accostamento di bianco e nero (un tratto stilistico già apparso in precedenti regie di Pizzi, quali L’incoronazione di Poppea, Fedora, I Lombardi alla Prima Crociata). Alcune note di colore compaiono in momentanei abiti monocromatici: azzurro e verde pastello, rosso e viola intensi. Dopo la sinfonia introduttiva, il sipario si apre presentando due case bianchissime, con i balconi affacciati: l’una è di Don Bartolo e Rosina, l’altra è la dimora temporanea del Conte d’Almaviva. I due edifici appaiono simili, come pure gli abiti di Figaro e di Lindoro: sembra che la distanza tra le classi sociali non esista. Nel seguito dell’opera, quando al Conte (intrufolatosi abusivamente in casa di Rosina) basta svelare il proprio nome alle guardie per essere considerato intoccabile, il pubblico ride divertito. Le architetture sono mobili e la piazza iniziale, con fontana laterale, si trasforma in un istante nell’interno della casa di Don Bartolo. Quando Almaviva si presenta come maestro di musica vestito da prete, piccolo come un nano perché cammina in ginocchio ed ha le scarpe argentate che (attaccate alle ginocchia) spuntano dalla tonaca, desta ilarità. Nel finale, tutti i personaggi si siedono intorno ad una tavola elegantemente apparecchiata (ovviamente candidissima) per festeggiare le nozze, con lo stesso Don Bartolo non più preoccupato per l’eredità di Rosina (lasciatagli interamente dal Conte).

Il libretto dell’opera, di Cesare Sterbini ed ispirato a Le Barbier de Séville ou la Précaution inutile di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais (1775), è d’una modernità straordinaria, con finezze poetiche e giochi linguistici. Per potenziare l’effetto ilare, Don Bartolo canta con la erre arrotata (che assomiglia molto a quella degli stessi parmigiani) e Don Basilio parla come un balbuziente. Al rigore formale s’unisce, quindi, un elevato grado di teatralità. La recitazione e i gesti sono molto valorizzati e sono sempre in perfetta sintonia con la musica. L’orchestra Senzaspine è diretta dal Maestro George Petrou, che è specialista del repertorio barocco, ha già esperienza con le partiture rossiniane ed è anche interessato al repertorio contemporaneo. Di conseguenza, ha cercato di creare un’interpretazione « rispettosa del passato ma rivolta al futuro » (come afferma nel libretto di sala). Il Coro del Teatro Regio, sapientemente diretto da Martino Faggiani, appare sicuro e ben coordinato non solo vocalmente, ma anche nei frequenti spostamenti in scena. Ottima l’esecuzione dell’introduzione « Piano, pianissimo ».

Molto convincenti nei loro ruoli gli interpreti, agili, spiritosi e saltellanti. Carlo Lepore dà vita ad un raffinato Don Bartolo; sa modulare con notevole perizia tecnica la sua voce ampia e profonda e conferma la sua fama pluridecennale. Maria Kataeva è una disinvolta Rosina, brava attrice e sinuosa danzatrice; la sua voce da mezzosoprano ha un timbro piuttosto cupo nel registro grave, ma è molto espressiva nella mezzavoce. Nel duetto con Figaro, nella scena della lezione di canto e nel bellissimo « Dolce nodo avventurato » dà prova di notevole agilità e di fini colorature. Davide Luciano è un Figaro giovane, promettente e scattante:  dimostra grande padronanza scenica ed usa con sapienza la voce corposa e ben emessa. Il giovane tenore Ruzil Gatin inizia con qualche titubanza, ma poi acquista sicurezza e canta con grazia. Il basso di origine russa Grigory Shkarupa è un mite Don Basilio; ha una voce profonda e discretamente controllata ed è applaudito nella cavatina « La calunnia è un venticello ». Completano il cast Licia Piermatteo (Berta), disinvolta e tecnicamente corretta, Armando De Ceccon (Ambrogio) e Gianluca Failla (Fiorello/Un Ufficiale). L’entusiasmo del folto pubblico pare essere un tributo all’intramontabile genio di Rossini e un augurio di lunga vita al raffinato Pier Luigi Pizzi.

Per leggere questo articolo in francese, cliccare sulla bandiera.

Interpreti

Il Conte d’Almaviva : Ruzil Gatin
Don Bartolo : Carlo Lepore
Rosina : Maria Kataeva
Figaro : Davide Luciano
Don Basilio : Grigory Shkarupa
Berta : Licia Piermatteo
Fiorello/Un Ufficiale  : Gianluca Failla
Ambrogio : Armando De Ceccon

Orchestra Senzaspine. Direttore : George Petrou
Coro : Teatro Regio di Parma
Maestro del Coro : Martino Faggiani

Regia, scene e costumi: Pier Luigi Pizzi
Regista collaboratore e luci : Massimo Gasparon

Allestimento Rossini Opera Festival, Teatro Regio di Parma

Il programma

Il barbiere di Siviglia

Opera buffa in due atti, di Gioachino Rossini, su libretto di Cesare Sterbini, tratto dalla commedia omonima di Pierre Beaumarchais del 1775. Edizione critica a cura di Alberto Zedda, nuova edizione aggiornata Casa Ricordi, Milano. Prima rappresentazione al Teatro Argentina di Roma, 20 febbraio 1816. 

Parma, Teatro Regio, rappresentazione di domenica 9 marzo 2025.

image_printImprimer
Pier Luigi PizziRuzil GatinCarlo LeporeDavide LucianoGeorge PetrouMaria Kataeva
0 commentaires 14 FacebookTwitterPinterestEmail
Ivonne Begotti

Laisser un commentaire Annuler la réponse

Sauvegarder mes informations pour la prochaine fois.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

post précédent
Liège : GUILLAUME TELL, chantre de la liberté
prochain post
Parme – Il barbiere di Siviglia : élégant et ironique, fidèle au passé mais tourné vers l’avenir

Vous allez aussi aimer...

Sur la scène de l’Opéra de Nancy, les...

31 janvier 2026

Parme, Orfeo ed Euridice – Humain, trop humain...

31 janvier 2026

Le Vaisseau fantôme à Rouen : De l’errance à...

30 janvier 2026

Philharmonie : Le Paradis et la Péri par Philippe...

29 janvier 2026

Sabine Devieilhe et Mathieu Pordoy à Bordeaux, un...

28 janvier 2026

Opéra Bastille : Un ballo in maschera, retrouvailles...

28 janvier 2026

Monte-Carlo – Die Walküre avec voix, effets scénographiques...

28 janvier 2026

Traviata à Bordeaux – Tout ce qui brille…

28 janvier 2026

Les Surprises en tournée avec DIDON ET ÉNÉE

28 janvier 2026

Eugène Onéguine de retour au Palais Garnier : un...

27 janvier 2026

Humeurs

  • À la Fenice de Venise, un concert du Nouvel An sous le signe d’un silence assourdissant

    3 janvier 2026

En bref

  • Les brèves de janvier –

    28 janvier 2026
  • Ça s’est passé il y a 200 ans
    Création d’ALAHOR IN GRANATA de Donizetti

    7 janvier 2026

La vidéo du mois

Édito

  • Bonne année 2026 !

    1 janvier 2026

PODCASTS

PREMIÈRE LOGE, l’art lyrique dans un fauteuil · Adriana Gonzàlez & Iñaki Encina Oyón – Mélodies Dussaut & Covatti

Suivez-nous…

Suivez-nous…

Commentaires récents

  • Guermantes dans La bouleversante Butterfly d’Asmik Grigorian à Berlin
  • meyer frederic dans Le Miracle d’Héliane à Strasbourg : le miracle et l’épure
  • meyer frederic dans Apothicaire et Perruquier, Un Mari à la porte : la Compagnie Fortunio redonne vie à deux raretés offenbachiennes
  • Gérard dans Démission de Jean-Louis Grinda, un seul opéra programmé cet été en version de concert… : AVIS DE TEMPÊTE SUR LES CHORÉGIES D’ORANGE
  • Alain dans À l’Opéra Bastille, un Siegfried somptueux vocalement

Première loge

Facebook Twitter Linkedin Youtube Email Soundcloud

Keep me signed in until I sign out

Forgot your password?

Login/Register

Keep me signed in until I sign out

Forgot your password?

Rechercher

Archives

  • Facebook
  • Twitter
  • Youtube
  • Email
Première Loge
  • Accueil
  • À Voir
  • Avant-concerts
  • Vu pour vous
  • Artistes
  • Œuvres
  • Médiathèque
  • Humeurs

A découvrirx

Sur la scène de l’Opéra de...

31 janvier 2026

Parme, Orfeo ed Euridice – Humain,...

31 janvier 2026

Le Vaisseau fantôme à Rouen : De...

30 janvier 2026