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Una Lucia coraggiosa e fragile a Genova, in versione originale e integrale

par Marie Gaboriaud 20 novembre 2024
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Photo : Teatro Carlo Felice di Genova

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Genova, Lucia, 15 novembre 2024

Il contesto non favorisce la concentrazione: una parte del coro sciopera, su iniziativa del sindacato Snater, per protestare contro il progetto di legge nazionale sul finanziamento delle istituzioni liriche. Tuttavia, la direzione, che prende esplicitamente le distanze dai suoi cantanti – tramite un intervento del Sovrintendente Orazi sul palco prima dell’inizio dello spettacolo – ha scelto di mantenere comunque la prima di Lucia. C’è quindi tensione nell’aria.

La regia, firmata da Lorenzo Mariani, risale al 2018. La scenografia, sobria, offre un contesto senza tempo alla storia di Walter Scott: un palcoscenico la cui prospettiva è chiusa al centro, lunghe tende verde bottiglia, alte finestre dietro le quali vengono proiettati scenari virtuali e dinamici di foreste o scogliere. Sul palco, pochi oggetti, ma massicci e significativi: un lungo tavolo di legno, sedie di velluto verde, un enorme cervo riportato dalla caccia, ecc. Le splendide luci di Marco Filibeck arricchiscono l’atmosfera. I costumi richiamano gli anni ’40 e integrano, ciascuno a modo loro, il motivo scozzese. Si può solo rimpiangere il lato un po’ « kitsch » delle proiezioni video, certo suggestive ma leggermente artificiali – forse semplicemente già un po’ datate. I problemi tecnici che hanno interessato lo schermo, i video e i proiettori nella seconda parte dello spettacolo non hanno contribuito a rendere questa scenografia del tutto convincente.

Nel complesso, la messa in scena è comunque efficace e offre un contesto aperto alla tragedia di Donizetti, lasciando che sia l’espressività drammatica della musica e il talento degli interpreti a risaltare. Mariani sceglie di intensificare la violenza tra i personaggi, facendone il tema centrale dell’opera: la perdita di equilibrio di Lucia diventa la conseguenza di una società e di una famiglia corrotte da una violenza che si esercita contro di lei a tutti i livelli, ma che governa anche tutte le relazioni tra gli uomini del clan.

La direzione musicale del Carlo Felice ha scelto di eseguire Lucia nella sua versione originale e integrale, mantenendo tonalità e strumentazione – incluso il meraviglioso “glass-harmonica”  che accompagna l’aria della pazzia. Una scelta coraggiosa e vincente! A supporto di questo progetto, un cast di altissimo livello.

Nina Minasyan si muove in un terreno familiare, interpretando Lucia dal 2016 sui più grandi palcoscenici d’Europa, e a cui presta una voce leggera, flessibile e un grande senso del fraseggio. Possiede l’agilità necessaria per il ruolo, attesa ma sempre impressionante: affronta le cadenze con una (apparente) facilità disarmante, muovendosi con dolcezza tra i salti d’ottava più audaci. La sua grande qualità, perfettamente in sintonia con l’intero progetto musicale, è tuttavia quella di non cedere mai allo spettacolare vocale o alla virtuosità fine a sé stessa, ma di unire alle qualità vocali una forte intensità drammatica, incarnando una Lucia prima di tutto fragile. Al suo fianco, Iván Ayón Rivas interpreta un Edgardo impetuoso, con una voce omogenea, calda, potente e altrettanto espressiva. Tra i registri gravi, il baritono Franco Vassallo è un Enrico magistrale, il fratello di Lucia: ai gravi ruvidi che esprimono tutta la violenza del personaggio, unisce medi e acuti potenti. Infine, a completare questo quartetto principale, Paolo Tittoto interpreta un Raimondo ambiguo, insieme protettivo e traditore, con una splendida voce di basso.

Sul podio, ritroviamo l’eccellente Francesco Ivan Ciampa, su cui il Carlo Felice punta per gli spettacoli più attesi dagli appassionati: aveva diretto, tra gli altri, la Bohème dello scorso anno. Va lodato il suo talento nella differenziazione delle sezioni orchestrali, nella direzione precisa e coinvolta dei cantanti, nella creazione di tensione e lirismo. Da segnalare tuttavia alcuni ritardi ritmici tra coro e orchestra: cambi di tempo troppo bruschi da parte del maestro? Conseguenza della riduzione degli effettivi del coro? Problemi di visibilità dei coristi, spesso relegati sul fondo della scena e separati dal direttore dai figuranti? Un inconveniente spiacevole, che però non compromette la qualità generale dello spettacolo, il cui cast principale, così come il team di regia e il direttore d’orchestra, è stato accolto con calorosi applausi.

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Les artistes

Enrico : Franco Vassallo
Lucia : Nina Minasyan
Edgardo : Iván Ayón Rivas
Arturo : Paolo Antognetti
Raimondo : Luca Tittoto
Alisa : Alena Sautier
Normanno : Manuel Pierattelli

Orchestra, Coro e Tecnici dell’Opera Carlo Felice Genova
Maestro concertatore e direttore : Francesco Ivan Ciampa
Maestro del coro Claudio Marino Moretti
Regia : Lorenzo Mariani
Scene : Maurizio Balò
Costumi : Silvia Aymonino
Luci : Marco Filibeck
Video : Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii

Le programme

Lucia di Lamermoore

Dramma tragico in tre atti di Gaetano Donizetti, libretto di Salvatore Cammarano dal romanzo The Bride of Lammermoor di Walter Scott
Genova, Teatro Carlo Felice, 15 novembre 2024.

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Franco VassalloLorenzo MarianiPaolo AntognettiIván Ayón RivasNina MinasyanFrancesco Ivan Ciampa
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Marie Gaboriaud

Marie Gaboriaud est enseignante-chercheuse en littérature française à l'Université de Gênes. Elle est spécialiste des liens entre musique et littérature, et des phénomènes de canonisation des figures de musiciens. Elle a notamment publié "Une vie de gloire et de souffrance. Le Mythe de Beethoven sous la Troisième République" (2017), qui a été finaliste du Prix France Musique des Muses en 2018.

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