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Firenze, Teatro del Maggio: una TRAVIATA emozionante con Carolina López Moreno

par Roberta Manetti 21 novembre 2024
par Roberta Manetti 21 novembre 2024

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Folto pubblico e buon successo al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino alla prima (19 novembre) del nuovo allestimento de La traviata con Carolina López Moreno, apprezzata a Firenze pochi giorni prima come Madama Butterfly. Passare dall’eroina pucciniana a quella verdiana nel giro di così poco è un’impresa ardita, specie se si considera che l’insidioso ruolo di Violetta, notoriamente scritto per “tre soprani in uno”, per la López Moreno è un debutto assoluto. Il suo nervosismo al primo atto è tangibile, le agilità e gli acuti mancano un po’ della duttilità e della naturalezza che ci si aspetta da lei, ma già il secondo atto, dalle prime battute, fa dimenticare le imperfezioni del primo. Decollano tutti, a cominciare dall’orchestra del Maggio (diretta da Renato Palumbo, verdiano esperto) e dalla protagonista, che nella parte drammatica è perfettamente a suo agio e regala un’interpretazione che arriva al cuore, oltre a deliziare le orecchie.

Carolina López Moreno anche stavolta si cala a fondo nel personaggio e lo fa vivere dall’interno, senza retorica, con grande intensità espressiva. Si apprezzano la voce bella, omogenea, sana e forte, la linea di canto solida e sicura, ma soprattutto si apprezza l’espressività, la comunicativa che dà nerbo alle doti vocali; è indubbiamente un’artista dalla forte personalità e che ancora può crescere.

Dal momento dell’incontro fra Violetta e Giorgio Germont lo spettacolo vola, anche grazie a un altro sorprendente debuttante nell’opera verdiana, il baritono ventinovenne Lodovico Filippo Ravizza: linea di canto morbida e scorrevole, voce omogenea e bel timbro, ma, soprattutto, maestria nel fraseggio che attribuisce a ogni parola il senso che deve avere e rispetta scrupolosamente i segni d’espressione scritti da Verdi.

Nell’ultimo atto la López Moreno rapisce letteralmente il pubblico con un’interpretazione priva di retorica e di grande intensità; anche l’Alfredo di Giovanni Sala (tenore forse più mozartiano che verdiano, per il momento) trova gli accenti migliori. Un buon cast fa da contorno alle tre parti principali; eccellenti come sempre (specie in titoli come questo, che fanno parte del repertorio) le masse artistiche del Teatro del Maggio.

La regia di Stefania Grazioli è molto tradizionale; i costumi di Veronica Pattuelli portano al XIX secolo (forse un po’ più avanzato della metà); se non c’è nulla di nuovo e non visto, non c’è nemmeno nulla che disturbi l’esecuzione musicale e per una volta (dopo tante Traviate strane, che magari tagliavano la seconda strofa dell’Addio del passato perché dovevano arrampicarsi su un’enorme cassettiera da ufficio … ) ci si può anche rilassare concentrandosi sulla musica di Verdi, senza lambiccarsi a cercar di capire cosa abbia voluto significare il regista. Pochi i dettagli aggiunti al libretto, collocati solo all’inizio e alla fine. Sui primi accordi del preludio c’è un’allusione, già sfruttata da Zeffirelli negli anni Ottanta, al testo cui si è ispirato Francesco Maria Piave, la Dame aux camélias, che inizia con lo svuotamento e la messa all’asta delle suppellettili del lussuoso appartamento di Marguerite Gautier dopo la sua morte (qui si vedono solo gli operai che portano via gli oggetti); nel frattempo compare una Violetta pre-adolescente che si guarda allo specchio, vedendo dall’altra parte la Lopez Moreno in toilette da sera (ovvero, la prefigurazione di quello che diventerà); la stessa ragazzina compare nello specchio al momento in cui Violetta ci si riflette fuggevolmente mentre muore in scena (evidentemente riscattandosi e tornando alla purezza primigenia). Al solito, c’è anche nella più tradizionale e discreta delle regie l’horror vacui che impedisce di ascoltare l’ouverture di un’opera senza vedere gente che si muove e rumoreggia sul palco. Felicemente, tutto passa in secondo piano, data l’eccellente resa degli artisti: se non è uno spettacolo da festival, è comunque teatro musicale di livello altissimo. Molti applausi per tutti; vero e proprio trionfo per Carolina López Moreno.

Pour lire cet article dans sa traduction française, cliquez sur le drapeau !

Les artistes

Violetta Valéry : Carolina López Moreno
Flora Bervoix : Aleksandra Meteleva
Annina : Olha Smokolina
Alfredo Germont : Giovanni Sala
Giorgio Germont : Lodovico Filippo Ravizza
Gastone : Oronzo D’Urso
Il barone Douphol : Yurii Strakhov
Il marchese d’Obigny : Gonzalo Godoy Sepúlveda
Il dottor Grenvil : Huigang Liu
Giuseppe : Alessandro Lanzi
Un commissionario : Lisandro Guinis
Un servo : Nicolò Ayroldi

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino, Maestro concertatore e direttore : Renato Palumbo
Maestro del Coro : Lorenzo Fratini

Regia : Stefania Grazioli
Scene : Roberta Lazzeri
Costumi : Veronica Pattuelli
Luci : Valerio Tiberi
Movimenti coreografici : Elena Barsotti

Le programme

La traviata

Opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, da La signora delle camelie, opera teatrale di Alexandre Dumas figlio, che lo stesso autore trasse dal suo precedente omonimo romanzo.

Maggio Musicale Fiorentino, 19  novembre 2024

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Renato PalumboGiovanni SalaStefania GrazioliLodovico Filippo RavizzaCarolina Lopez Moreno
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Roberta Manetti

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