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Il “Premio Federici” assegnato al basso Marco Spotti

par Ivonne Begotti 2 avril 2025
par Ivonne Begotti 2 avril 2025
© D.R. (Opéra national de Paris)
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1,8K

Ricordare i grandi del passato per trasmettere ai giovani la passione per la musica.

Sabato 29 marzo s’è svolto a Parma, presso la sede della Corale Verdi, un entusiasmante concerto lirico in occasione della seconda edizione del “Premio Federici”. Oltre al basso Marco Spotti, assegnatario del premio, si sono esibiti la soprano Clarissa Costanza e il baritono Jorge Martinez, accompagnati al pianoforte da Claudia Rondelli. Presentatore ed organizzatore dell’evento il musicologo Paolo Zoppi, infaticabile “Falstaff” del verdiano “Club dei 27”. La Sala “Romano Gandolfi” era affollatissima e gli applausi sono stati fragorosi, con solidali abbracci alla fine, quando alcuni coristi ed ex coristi hanno omaggiato i più giovani e promettenti cantanti.

Commossa ma disinvolta è apparsa la Signora Anna Bartoli, ex soprano, storica dell’arte e vedova di Franco Federici. Nel 2023, per celebrare il decimo anniversario della scomparsa del marito, aveva inaugurato il Premio Federici, preannunciando una cadenza biennale. Quest’anno si è giunti quindi alla seconda edizione. Franco Federici era nato a Parma il 5 giugno 1938, s’era diplomato in canto a pieni voti presso il locale Conservatorio, specializzandosi poi nei conservatori di Firenze e Venezia.
Dotato di una voce salda e duttile, nonché di talento attoriale e di una solida tecnica, Federici sapeva interpretare con disinvoltura sia i personaggi buffi che quelli drammatici. Il suo repertorio annovera oltre 120 ruoli di basso.

Nella sua intensa carriera s’era esibito nei più importanti teatri del mondo, affiancando i maggiori protagonisti dell’Opera. Il 15 aprile 2013 era deceduto nella sua casa di Parma a causa di una malattia fulminante. Per conoscerlo meglio, sono disponibili varie registrazioni ed anche il volume Franco Federici. Quando il canto si fa emozione, scritto da Anna Bartoli e pubblicato da Azzali nel 2013.

Donizetti, Poliuto - "Alimento alla fiamma si porga" - Franco Federici; Jan Latham-Koenig (Rome, 1989)

Assegnatario del premio è stato il basso Marco Spotti. Anch’egli nato a Parma e diplomato a pieni voti in canto lirico presso il locale Conservatorio, è stato vincitore di numerosi concorsi lirici internazionali e si è esibito nei più famosi teatri del mondo. Sabato sera ha interpretato «Restate! Presso della mia persona» dal Don Carlo di Giuseppe Verdi, «Ecco il mondo» dal Mefistofele di Arrigo Boito e «Come dal ciel precipita» dal Macbeth di Verdi. Autorevole nella presenza e intenso nell’interpretazione, fraseggia con arte sapiente e modula la voce con finezza ed eleganza. Attento alle sfumature, rende con convinzione lo spessore emotivo delle parole e dei brani.

© D.R.
© D.R.

Se Marco Spotti ha già una pluridecennale carriera alle spalle, Clarissa Costanzo e Jorge Martinez sono tra le future promesse liriche. Coniugi nella vita, appaiono affiatati in scena, generosi ed entusiasti nel cantare. Poco più che trentenne, lei ha una voce piena e ricca, da soprano lirico drammatico, e una buona maturità artistica.

La linea di canto è ben controllata, sia nei registri bassi che negli acuti. Particolarmente convincente nel ruolo di Amelia, dal verdiano Ballo in maschera, dove esprime vocalmente ed emotivamente il complesso conflitto interiore del personaggio. Applaudito anche il duetto finale «Regna il sonno su tutti», tratto dal Macbeth di Verdi, interpretato da Clarissa Costanzo e Jorge Martinez. Quest’ultimo è d’origine cubana, figlio d’arte (il padre è baritono, la madre è diplomata in chitarra e canto), ha studiato dapprima il corno francese per otto anni e poi s’è specializzato in canto. Ha una buona impostazione, una voce brunita, dal timbro morbido. In conclusione di serata, Marco Spotti ha concesso come bis «La calunnia è un venticello» dal Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini. Oltretutto, nel ruolo di Don Basilio, egli s’era esibito pochi giorni prima al Teatro Lirico di Cagliari. La pianista Claudia Rondelli, docente presso il Conservatorio parmense, ha accompagnato armoniosamente i cantanti, con garbo e mettendone in risalto le voci. Nel Preludio dell’Attila verdiano ha però reso bene l’intensità drammatica e l’atmosfera cupa che lo caratterizza.

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Gli interpreti

Clarissa Costanzo, soprano
Jorge Martinez, baritono
Marco Spotti, basso

Claudia Rondelli, pianoforte
Paolo Zoppi, presentatore

Il programma

Giuseppe Verdi, Attila, « Dagli immortali vertici », Marco Spotti
Giuseppe Verdi, Un ballo in maschera, « Morrò, ma prima in grazia », Clarissa Costanzo    
Umberto Giordano, Andrea Chénier, « Nemico della patria », Jorge Martinez
Giuseppe Verdi, Macbeth, « Nel dì della vittoria », Clarissa Costanzo
Giuseppe Verdi, Don Carlo, « Restate! Presso della mia persona », Jorge Martinez e Marco Spotti
Giuseppe Verdi, Attila, Preludio, Claudia Rondelli
Arrigo Boito, Mefistofele, « Ecco il mondo », Marco Spotti
Pietro Mascagni, Cavalleria rusticana, « Voi lo sapete, o mamma », Clarissa Costanzo
Giuseppe Verdi, Macbeth, « Come dal ciel precipita », Marco Spotti
Giuseppe Verdi, Macbeth, « Regna il sonno su tutti », Clarissa Costanzo e Jorge Martinez  

Parma, Corale Verdi, Sala “Romano Gandolfi”, 29 marzo 2025

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Jorge MartinezMarco SpottiFranco FedericiClarissa Costanzo
2 commentaires 17 FacebookTwitterPinterestEmail
Ivonne Begotti

2 commentaires

Roberto Menozzi 6 avril 2025 - 17 h 52 min

Articolo davvero interessante della dott.ssa Ivonne Begotti. Ottimo spunto per approfondire la vita e le opere del basso Franco Federici e per seguire la già ottima carriera di Federico Spotti.

Répondre
Luciano barilli 6 avril 2025 - 18 h 33 min

Je pense que le travail de Ivonne Begotti, a etait tres biennale fait e tres interessant.

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