Il barbiere di Siviglia e Gianni Schicchi, Maggio Musicale Fiorentino, luglio 2026
Il barbiere di Siviglia
Ha debuttato con gran successo nella Cavea all’aperto del Teatro del Maggio, sabato 11 luglio, la ripresa de Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini che il Maggio stesso commissionò nel 2005 all’allora trentenne Damiano Michieletto per un allestimento all’aperto, sul piccolo palco dell’anfiteatro romano di Fiesole; ora gli spettacoli in cartellone per la piccola stagione estiva, concentrata nel mese di luglio, si fanno quasi tutti nella Cavea, ovvero lo spazio all’aperto sul tetto del Teatro, con una gradinata da 2000 posti.
Molti direttori e molti cast si sono avvicendati nelle undici riprese dello spettacolo all’aperto e in teatro; le scelte per l’edizione 2026 sono sicuramente azzeccate: sul podio Riccardo Bisatti, appena ventiseienne, ha la sicurezza di un direttore navigato; conosce bene tanto l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino quanto la Cavea del Teatro del Maggio (spazio non facile per musicisti e cantanti), dove ha diretto proprio Il barbiere di Siviglia due anni fa.
La sua direzione brillante e vivace, ma anche molto precisa, con una concertazione che si capisce essere stata accuratamente pensata, calibrata e affinata, è la prima cosa che l’orecchio capta e apprezza. Indubbiamente un buon direttore rossiniano, come d’altronde attesta il fatto che è Direttore ospite principale dell’Orchestra Sinfonica Rossini di Pesaro dal 2024.
Sul palcoscenico c’è un cast affiatato e dotato di ottime capacità attoriali, oltre che della buona forma fisica richiesta dalla messinscena movimentata di Michieletto, ben ripresa da Stefania Grazioli.
Il baritono Min Kim, già allievo dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino nello scorso decennio, è un Figaro convincente, che alla presenza scenica esuberante unisce un buon fraseggio e un’emissione omogenea. Il toscano Marco Ciaponi ha un buon volume di voce che non gli fa temere le insidie del cantare in uno spazio all’aperto e a 30 metri d’altezza da terra, dove non manca mai un po’ di vento; sempre ben udibile, ha lo squillo, la verve e l’eleganza bastanti per tratteggiare adeguatamente il Conte d’Almaviva. Alexandra Meteleva, pur difettandole (almeno nella resa all’aperto, dove qualcosa delle voci si perde sempre) il colore vocale scuro e brunito da contralto rossiniano, è una Rosina spontanea, vivacissima e credibile, che affronta con tecnica sicura le agilità e gli acuti. Forti della loro lunga esperienza rossiniana, Roberto De Candia e Giorgio Caoduro danno vita a una coppia Don Bartolo – Don Basilio ben assortita, molto divertente e godibile. Si destreggiano con disinvoltura nei loro ruoli minori anche Gonzalo Godoy Sepúlveda (Fiorello e Un ufficiale) e Aloisia De Nardis (Berta), allievi dell’Accademia del Maggio (come lo è stata Alexandra Meteleva).
L’allestimento non appare invecchiato, specie se a ravvivarlo ci sono un’ottima bacchetta in grande ascesa come quella di Bisatti e un buon cast; molti gli applausi anche a scena aperta, oltre che alla fine dello spettacolo, tributati da un pubblico numeroso, divertito e partecipe.
Solo due le repliche, martedì 14 e sabato 18 luglio, sempre alle 21; biglietti in vendita anche direttamente sul sito del Maggio
Gianni Schicchi
Il barbiere di Siviglia in scena nella Cavea del teatro questa settimana non è tuttavia l’unica opera programmata dal Maggio per l’estate 2026: il suo debutto è stato preceduto da un Gianni Schicchi di Giacomo Puccini offerto al pubblico in una forma inusuale, ideata nel 2016 da Fabio Cherstich e Gianluigi Toccafondo e già sperimentata da Carlo Fuortes quando era sovrintendente all’Opera di Roma. Il nome del progetto è “Opera camion” e consiste proprio in un camion che entra in una piazza o in un giardino pubblico, apre il suo container e si trasforma in palcoscenico con cantanti, luci, scene e costumi; davanti si schiera l’orchestra e il pubblico può assistere gratis, portandosi sedie e sgabelli da casa.
Quest’anno, fra il 27 giugno e il 7 luglio, il progetto è stato sperimentato per la prima volta a Firenze e dintorni, oltre che sul Lungomare di Marina di Grosseto.
I cantanti, salvo il protagonista Gianni Schicchi eficacemente interpretato dal veterano Roberto De Candia, erano i giovani allievi dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, dalla quale proveniva anche l’Ensemble orchestrale diretto da Pietro Mazzetti (un altro giovane direttore promettentissimo, da seguire con attenzione), e il successo di pubblico è stato vivissimo, tanto che, a sette giorni dall’ultima rappresenazione in città, se ne sente parlare ancora.
A Firenze ci sono state due affollatissime rappresentazioni, una alla periferia sud (in una grande piazza da pochi anni inclusa nel Comune di Firenze, che ha inglobato tutto il Galluzzo, menzionato come confine meridionale anche nella Commedia di Dante, dalla quale proviene il personaggio di Gianni Schicchi) e una alla periferia nord, nel quartiere di Rifredi; a quest’ultima ho assistito, il 6 luglio.
Il contesto che si potrebbe definire “pop” fa perdonare la leggera amplificazione della quale il palco estemporaneo è stato dotato (cosa che ovviamente non succede nella cavea del Teatro del Maggio): un espediente probabilmente inevitabile per assicurarsi che orchestra e cantanti arrivassero fino agli ultimi spettatori, molto lontani dal palco, senza essere coperti da eventuali rumori provenienti dalla strada o dalle case. Una prova del successo dell’iniziativa è però che non si sono sentiti molti rumori esterni: dalle case circostanti i residenti sono scesi in massa a vedere lo spettacolo, molto ben congegnato proprio per funzionare anche con un pubblico non abituato ad assistere all’opera. Un’attrice vestita da Dante è comparsa a fare da prologo, anticipando quel che sarebbe successo (con modi a dire il vero più da Commedia in vernacolo che da autore della Divina commedia: ma anche questo era funzionale a far subito ridere il pubblico, specie quello infantile).
Poi è iniziata l’opera che, il cui libretto, spiritoso e divertente, è molto facilmente comprensibile per i fiorentini. La recitazione curata e il buon ritmo delle scene hanno fatto sì che rimanesse viva l’attenzione anche dei numerosi bambini presenti (una buona “semina”, per il futuro) e che l’apprezzamento si sia manifestato con lunghissimi applausi e il bis, a spettacolo finito, di O mio babbino caro, interpretato da una freschissima Juana Shtrepi.
Un’iniziativa che, in sette date, ha raccolto diverse migliaia di spettatori e ne ha procurati sicuramente di nuovi per gli spettacoli a pagamento, facendo scoprire il piacere della lirica anche a chi non pensava di potercisi divertire. È auspicabile che l’anno prossimo il progetto “Opera camion” venga ripreso, anche con lo stesso Gianni Schicchi, opera comica già compatta e perfetta, che non necessita di alcun adattamento per essere offerta anche al pubblico ancora non addestrato all’ascolto.
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Il barbiere di Siviglia
Le Comte Almaviva : Marco Ciaponi
Don Bartolo, docteur en médecine, tuteur de Rosina : Roberto De Candia
Rosina, une riche pupille de la maison de Bartolo : Alexandra Meteleva
Figaro, barbier : Min Kim
Don Basilio, le professeur de musique de Rosina, un hypocrite : Giorgio Caoduro
Fiorello, serviteur d’Almaviva / Un officier : Gonzalo Godoy Sepúlveda
Berta, la servante de Bartolo : Aloisia de Nardis
Extras spéciaux : Elena Barsotti, Andrea Bassi, Ilaria Brandaglia, Fabrizio Casagrande, Alessandro Ciardini, Carlo Pucci, Federico Raffaelli
Orchestre et Chœur du Maggio Musicale Fiorentino (chef de chœur : Lorenzo Fratini), dir. Riccardo Bisatti
Mise en scène et scénographie : Damiano Michieletto (reprise de la mise en scène : Stefania Grazioli)
Costumes : Carla Teti
Conception des lumières : Andrea Locorotondo
Production du Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Gianni Schicchi
Gianni Schicchi : Roberto De Candia
Lauretta : Juana Shtrepi
Zita : Ioanna Kykna
Rinuccio : Francesco Lucii
Betto di Signa : Marco Guarini
Simone : Huigang Liu
Marco : Emil Mahjneh
Gherardo : Francesco Congiu
Nella : Suji Kwon
La Ciesca : Janetka Hoșco
Maestro Spinelloccio/Messer Amantio Di Nicolao : Sandro Degl’Innocenti
Ensemble orchestral de l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, dir. Pietro Mazzetti
Mise en scène : Fabio Cherstich
Images et dessins animés : Gianluigi Toccafondo
Il barbiere di Siviglia
Opéra-bouffe de Gioachino Rossini, livret de Cesare Sterbini d’après Le Barbier de Séville de Pierre Caron de Beaumarchais, créé le 20 février 1816 au Teatro Argentina de Rome.
Gianni Schicchi
Opéra en un acte de Giacomo Puccini, livret de Giovacchino Forzano, créé au Metropolitan Opera de New York le 14 décembre 1918.
Représentations données en juillet 2026 dans le cadre du Maggio Musicale Fiorentino

