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Manon Lescaut: una messa in scena raffinata che seduce i giovani e il folto pubblico

par Ivonne Begotti 25 mars 2026
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© Roberto Ricci

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Manon Lescaut, Teatro Regio di Parma, 20 marzo 2026

Tra i capolavori pucciniani, Manon Lescaut è quello che viene rappresentato più raramente. In queste settimane, tuttavia, essa va in scena in tre teatri importanti: a Barcellona, a Lione e a Parma, in tre diverse produzioni. Il debutto a Parma è stato accolto con grande entusiasmo da parte del numeroso pubblico. Si tratta di un nuovo allestimento realizzato in coproduzione tra il Festival Puccini, il Teatro Petruzzelli di Bari, il Teatro Regio di Parma, il Teatro Nazionale dell’Opera di Bucarest e il Teatro Nazionale Croato di Fiume. Regia, scene, costumi e luci sono di Massimo Pizzi Gasparon Contarini, le coreografie sono di Gheorghe Iancu, riprese da Letizia Giuliani. Francesco Ivan Ciampa dirige l’Orchestra Filarmonica di Parma e Martino Faggiani è il maestro del Coro del Teatro Regio di Parma. Il Balletto di Venezia impreziosisce uno spettacolo di alto livello.

Il regista Massimo Pizzi Gasparon Contarini ha saputo compiere scelte coraggiose, rispettando il libretto dell’opera e, allo stesso tempo, esaltandone il fascino. Partendo dal precedente allestimento per il grande teatro all’aperto di Torre del Lago, ha ridimensionato ogni elemento per adattarlo al nuovo palcoscenico. Gli originari quattro atti sono stati accorpati in due parti, separate da un unico intervallo. Durante i cambi scena il sipario è rimasto aperto e il ritmo narrativo è risultato così particolarmente serrato. La prima parte ha un carattere eminentemente architettonico-scultoreo, la seconda è più cinematografica, ma l’impatto visivo è sempre fortissimo e in sintonia con gli stati d’animo dei personaggi, con gli sfondi digitali animati che mutano seguendo le alterne vicende dei due protagonisti. All’apertura del sipario una magnifica Notre Dame domina la scena, resa luminosa da un efficace gioco di luci e dagli iridescenti colori dei raffinati costumi d’epoca. Una bianchissima statua del Ratto di Proserpina in stile berniniano si erge al centro della piazza di Amiens, dando concretezza visiva alle parole di Edmondo: «Vecchietto amabile, / incipriato Pluton sei tu! / La tua Proserpina / di resisterti forse avrà virtù?». L’euforia della gioventù e il fuoco dell’adolescenziale passione assumono una straordinaria vividezza scenografica e potenziano la travolgente linea melodica. L’ambiente lussuoso del secondo atto è reso dapprima con l’elegante facciata di un palazzo neoclassico, poi con un sontuoso letto, ornato di sculture, che costituisce il fulcro della scena. La drammaticità del terzo atto, che si svolge di notte, nel porto di Le Havre, emerge già all’apertura del sipario, con Manon ed altre donne rinchiuse in strutture metalliche a sbarre, simili a gabbie, e poi nell’arrivo dell’imponente nave che deve caricare le esiliate e che poi riparte. Nel quarto atto, la desolazione del deserto è amplificata mediante la proiezione sul grande ledwall di tramonti infuocati, attraversati da nubi cupe e minacciose che avanzano inesorabilmente. Rispetto alla partitura originale, Massimo Pizzi ha posticipato l’intermezzo sinfonico dall’inizio alla fine del terzo atto: se filologicamente tale scelta è discutibile, nel contesto dell’allestimento appare del tutto convincente, poichè i bravissimi ballerini Diletta Filippetto e Davide Cancelliero danzano magnificamente tra le onde del mare, evocando gli stati d’animo del viaggio, tra paura e speranza, amore e tormento.

Tanta bellezza visiva si fonde con la potente musica pucciniana. Ivan Ciampa, già direttore di numerose orchestre nazionali ed internazionali, oltre che protagonista, da qualche anno, del Festival pucciniano di Torre del Lago, ha guidato con maestria l’Orchestra Filarmonica di Parma, accompagnando i cantanti con grande sensibilità ed eccellendo nel sublime intermezzo. Il coro del Teatro Regio, guidato dall’esperto Martino Faggiani, è apparso compatto ed intonato, ammirevole negli spostamenti e nei variegati interventi.

I cantanti si sono rivelati tutti all’altezza del compito, con Anastasia Bartoli che, attesissima, ha ricevuto scroscianti applausi. Figlia d’arte (ovvero del soprano Cecilia Gasdia, che dal 2018 è sovrintendente della Fondazione Arena di Verona), ha debuttato nel ruolo di Manon e ha ricevuto il primo applauso a scena aperta al termine dell’aria «In quelle trine morbide». Dotata di padronanza scenica, di una bella voce e di una buona tecnica, è apparsa del tutto convincente sia nel rendere la sensualità e la frivolezza di Manon, sia nell’interpretare la sua drammatica fine.

Accanto a lei, il tenore Luciano Ganci, assai caro al pubblico parmense, è stato un apprezzato Des Grieux, dal timbro limpido, il fraseggio accurato e gli acuti squillanti. Eccellente il loro duetto finale. Il baritono Alessandro Luongo ha interpretato in scioltezza l’infido Lescaut, con voce incisiva e con rilevante presenza scenica. Andrea Concetti è stato un convincente Geronte; Davide Tuscano un disinvolto ed ottimo Edmondo; Saverio Pugliese ha assunto il doppio ruolo del piroettante Maestro di ballo e del malinconico Lampionaio, Eugenio Maria Degiacomi quello dell’oste e del Comandante di Marina; Arlene Miatto Albeldas s’è dimostrato un apprezzabile musico e Cesare Lana un adeguato sergente degli Arceri.

Manon Lescaut è disponibile su Opera Streaming.

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Les artistes

Manon Lescaut: Anastasia Bartoli
Renato Des Grieux: Luciano Ganci
Lescaut: Alessandro Luongo
Geronte di Ravoir: Andrea Concetti
Edmondo: Davide Tuscano
Un lampionaio/Il Maestro di ballo: Saverio Pugliese
Un musico: Arlene Miatto Albeldas
Un oste/Il Comandante di Marina: Eugenio Maria Degiacomi
Madrigaliste: Alessandra Maniccia, Giulia Gabrielli, Giulia Zaniboni, Lorelay Solis, Ewa Maria Lusnia, Laura Rivolta, Maria Vittoria Primavera, Gloria Petrini
Il Sergente degli Arcieri: Cesare Lana

Orchestra Filarmonica di Parma, dir.: Francesco Ivan Ciampa
Coro del Teatro Regio di Parma
Maestro del coro: Martino Faggiani

Regia, scene, costumi e luci: Massimo Pizzi Gasparon Contarini
Coreografie di Gheorghe Iancu riprese da Letizia Giuliani
Balletto di Venezia

 Nuovo allestimento.
Coproduzione tra Festival Puccini, Teatro Petruzzelli di Bari, Teatro Regio di Parma, Teatro Nazionale dell’Opera di Bucarest, Teatro Nazionale Croato di Fiume.

Le programme

Manon Lescaut

Dramma lirico in quattro atti, di Giacomo Puccini, su libretto di Luigi Illica, tratto da Histoire du chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut di Antoine François Prévost (1731). Prima rappresentazione al Teatro Regio di Torino, il 1o febbraio 1893.

Teatro Regio di Parma, 20 marzo 2026

 

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Massimo Pizzi Gasparon ContariniLuciano GanciAnastasia BartoliFrancesco Ivan Ciampa
2 commentaires 12 FacebookTwitterPinterestEmail
Ivonne Begotti

2 commentaires

Renza 25 mars 2026 - 14 h 21 min

Bravissima Ivonne, è sempre un piacere leggerti! Chiara, coinvolgente, con mille sfumature delicate e sempre una buona parola per tutti! Complimenti vivissimi

Répondre
Sandra Bonazzi 26 mars 2026 - 9 h 41 min

È molto apprezzabile la cooperazione fra teatri di diversi paesi uniti dall’amore per la cultura. Mi colpisce la puntuale e efficace ricostruzione dei vari momenti narrativi e delle scenografie. Di grande rilievo, inoltre, è l’utilizzo di nuove tecnologie che coinvolgono lo spettatore e proiettano l’opera nel presente.

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