Nella Cavea del Maggio Musicale Fiorentino, ovvero nell’arena estiva ricavata sul tetto del teatro, ha debuttato con successo L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, unico titolo operistico in programma nella breve stagione estiva all’aperto. Il pubblico non è stato avaro di applausi al gradevole spettacolo, anche anche a scena aperta.

Poche opere mettono di buon umore come questo raffinatissimo congegno teatral-musicale, che regge a tutti gli strapazzi e anche alle incognite delle rappresentazioni en plein air, dove il rischio di piccoli incidenti si moltiplica, specie se si è a una considerevole altezza da terra: basta che il vento si alzi un po’ più forte per portarsi via le voci e rendere difficoltosa un’entrata in scena.
Alle prime battute dei protagonisti qualche timore aveva fatto capolino, ma poi il vento si è ridotto alla tipica brezza che in cavea si leva tutte le sere alle 21 in punto (orario d’inizio degli spettacoli estivi), la mano del direttore Alessandro Bonato era sicura e tutto è filato liscio.
Nel cast brilla la voce forte, estesa e ben timbrata del giovane Hae Kang (già apprezzato Figaro nel Barbiere di Siviglia della stagione estiva del Maggio lo scorso anno), un Belcore baldanzoso e spaccone al punto giusto, che rimane sempre simpatico, accompagnato da due buffissimi subalterni, mimi-ballerini.
Roberto De Candia è un cantante e attore consumato, che con ottima dizione snocciola la fantasmagorica cavatina d’ingresso del dottor Dulcamara, il ciarlatano che spaccia per tre lire il miracoloso elisir buono a curare tutti i mali e che l’ingenuo Nemorino si figura essere l’elisir d’amore della regina Isotta. Il regista Roberto Catalano traspone tutto nella contemporaneità di un giardinetto pubblico di periferia, facendo di Adina, “ricca e capricciosa fittaiuola” nel geniale libretto di Felice Romani, una manager in carriera talvolta un po’ troppo stizzosa, mentre Nemorino è l’operaio addetto alla manutenzione del parco e il contorno di villani e villanelle diventa uno stuolo d’impiegati e segretarie. Il Coro del Maggio si adatta anche all’inedita situazione e canta e recita benissimo. Il dottor Dulcamara non arriva in una carrozza dorata come nel libretto, anzi, nella lettura di Roberto Catalano è una sorta di artista vagabondo, un po’ surreale, con una maglia a righe un po’ clownesca come quella di Gelsomina ne La strada di Fellini e un megafono di cui il regista forse lo fa un po’ abusare. Resto dell’idea che la comicità del personaggio sia tanto più esplosiva quanto più la sua tournure è seria, in contrasto coi suoi assurdi sproloqui, ma De Candia, con la sua recitazione raffinata e il suo bel fraseggio, riesce a rendere credibile e simpatica anche questa versione.
A interpretare Nemorino è stato chiamato Antonio Mandrillo, debuttante nel ruolo e forse ancora un po’ acerbo per affrontarlo senza incertezze, ma la direzione molto pulita e intelligente di Alessandro Bonato gli viene in aiuto; nel complesso la personalità non gli manca (è stato un eccellente Wilhelm in Der Junge Lord di Henze, durante il Festival), come non manca a Lavinia Bini, un’Adina evidentemente esperta del ruolo (lo canta da una dozzina d’anni) e dalla voce nel complesso ben tornita e piacevole, ma talvolta un po’ aspra sulle note acute. Aloisia de Nardis è un’ottima Giannetta, tano da punto di vista musicale quanto da quello della recitazione.
Ultime repliche a cielo aperto venerdì 11 e lunedì 14 luglio alle 21 (biglietti in vendita anche sul sito del Maggio), ma il 7 novembre ci sarà occasione di vedere questo spettacolo fresco e gradevole al chiuso, a Bolzano, essendo in coproduzione con la Fondazione Haydn di Bolzano e Trento (stesso direttore e stessi interpreti principali, cast salvo Nemorino e Giannetta; ).
Adina : Lavinia Bini
Nemorino : Antonio Mandrillo
Belcore : Hae Kang
Dulcamara : Roberto De Candia
Giannetta : Aloisia de Nardis
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino, maestro concertatore e direttore : Alessandro Bonato
Maestro del Coro : Lorenzo Fratini
Regia : Roberto Catalano
Scene : Emanuele Sinisi
Costumi : Ilaria Ariemme
Luci : Oscar Frosio
L’elisir d’amore
Melodramma giocoso en deux actes de Gaetano Donizetti, livret de Felice Romani, créé au Teatro alla Cannobiana de Milan le 12 mai 1832.
Maggio musicale fiorentino, Cavea del Teatro del Maggio, 7 luglio 2025.