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Trovatore strepitoso a Piacenza, con una prodigiosa Teresa Romano come Azucena

par Ivonne Begotti 2 novembre 2025
par Ivonne Begotti 2 novembre 2025

© Luca Attilii

© Gianni Cravedi

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Il Trovatore, Teatro Municipale di Piacenza, 31 ottobre 2025

Ottimi interpreti, e una prodigiosa Teresa Romano: la seconda opera della trilogia popolare magnetizza il pubblico

Prosegue, al Teatro Comunale di Piacenza, la trilogia popolare presentata come un unicum. Mercoledì 29 ottobre, Rigoletto s’era concluso con lanci di rose rosse dalla platea e un sonoro “Viva Verdi” gridato dalla galleria. Venerdì 31 ottobre è andato in scena Il trovatore e l’entusiasmo del pubblico ha raggiunto picchi persino più alti. Il merito va, in primo luogo, ai quattro personaggi principali, che hanno dato prova di notevoli capacità interpretative. Teresa Romano ha rivelato una voce possente e un vigoroso temperamento, risultando un’emozionante ed assai acclamata Azucena; Francesco Meli (Manrico) ha conquistato nuovamente il pubblico con il timbro di voce limpido e l’accuratissima tecnica di canto; Ernesto Petti (Conte di Luna) ha brillato per l’ampia estensione vocale e il preciso fraseggio; Maria Novella Malfatti ha debuttato in Leonora e – sebbene mercoledì sera non si fosse esibita a causa di un’indisposizione – la sua voce è apparsa limpida e ben curata, espressiva sia negli slanci lirici che nei momenti drammatici. Un ruolo importante va riconosciuto anche al maestro Francesco Lanzillotta, che ha diretto con ritmo incalzante e ha saputo instaurare un buon equilibrio tra il palcoscenico e l’orchestra. Tra i comprimari, molto convincente è stato Adolfo Corrado, nel ruolo di Ferrando e già Sparafucile in Rigoletto. Con discreta padronanza hanno cantato Greta Carlino (Ines), Simone Fenotti (Ruiz), Omar Cepparolli (vecchio zingaro) e Lorenzo Sivelli (messo).

Una particolare rilevanza, sia vocale che scenica, ha assunto il coro del Teatro Municipale di Piacenza, ben preparato da Corrado Casati ed istruito da Marco Caudera, responsabile dei movimenti coreografici. Al riguardo, va riconosciuto un attento lavoro d’equipe tra il regista Roberto Catalano, la costumista Veronica Pattuelli, la scenografa Mariana Moreira e la responsabile delle luci Silvia Vacca, poiché la presenza in scena dei numerosi coristi ed i loro ben coordinati spostamenti hanno compensato l’assai esigua scenografia e hanno valorizzato la drammaturgia. I costumi – sobri, a tinte neutre, fredde e metalliche, con preminenza di nero per i soggetti maschili (ma ceruleo per Manrico e nocciola per gli zingari) e di bianco per Azucena e Leonora – sono risultati d’un’essenzialità molto efficace, allusiva sia al mondo medievale che ai forti contrasti sociali e personali.

Sin dai primi annunci, mesi fa, tra gli obiettivi della trilogia piacentina c’era l’adesione alla partitura originale verdiana e questo ha comportato che la famosa cabaletta di Manrico « Di quella pira » sia stata eseguita con il « da capo » e senza l’acuto finale. L’esecuzione di Meli è stata pregevole : la limpida voce, lo slancio appassionato e l’accurato fraseggio sono stati calorosamente applauditi.

Lo stesso impianto scenico conservato per le tre opere ha, invece, ridotto drasticamente le ambientazioni. Nè monti, nè accampamento, nè torri : il palcoscenico è risultato per lo più spoglio. I giochi di ombre e luci, tuttavia, hanno reso bene l’atmosfera dell’opera. Inoltre, il sinuoso mimo nerovestito che, già da Rigoletto, ha impersonato la maledizione e l’avverso destino dei personaggi, ha potenziato l’effetto funesto della vicenda.

Nel finale degli atti e dopo le arie più note, il pubblico ha applaudito a lungo, decretando un clamoroso successo.

Il trovatore sarà replicato venerdì 7 novembre, mentre mercoledì 5 andrà in scena Rigoletto. Infine, la trilogia popolare si concluderà con La traviata, domenica 2 e 9 novembre.

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Interpreti

Manrico: Francesco Meli
Leonora: Maria Novella Malfatti
Conte di Luna: Ernesto Petti
Azucena: Teresa Romano
Ferrando: Adolfo Corrado
Ines: Greta Carlino
Ruiz: Simone Fenotti
Un vecchio zingaro: Omar Cepparolli
Un messo: Lorenzo Sivelli

Orchestra Sinfonica di Milano, dir.: Francesco Lanzillotta
Coro del Teatro Municipale di Piacenza
Maestro del Coro: Corrado Casati
Regia: Roberto Catalano
Scene: Mariana Moreira
Costumi: Veronica Pattuelli
Luci: Silvia Vacca
Movimenti coreografici: Marco Caudera

Programma

Il Trovatore

Dramma in quattro parti di Giuseppe Verdi, libretto di Salvatore Cammarano, dal dramma El Trovador di Antonio García-Gutíerrez, prima rappresentazione al Teatro Apollo di Roma, il 19 gennaio 1853. 
Piacenza, Teatro Municipale, 31 ottobre 2025.

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Francesco MeliFrancesco LanzillottaErnesto PettiMaria Novella MalfattiRoberto CatalanoTeresa Romano
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Ivonne Begotti

1 commentaire

Renza 3 novembre 2025 - 19 h 21 min

Di bene in meglio!
Che entusiasmo!!
« Il trovator io fremo! » Quanti ricordi con queste parole! E sono ricordi belli, di risate, di allegria..
Certo che in questa opera la scenografia ha un ruolo molto importante per riuscire a coinvolgere emotivamente, ci vuole maestria a rendere la scena solo con costumi e colori. Comunque, se il pubblico ha dimostrato gradimento vuol dire che ognuno ha dato il meglio di sé e questo è apprezzabile.
Per la musica mi unisco alle voce del pubblico: viva Verdi!!

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