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86° Festival del Maggio Musicale Fiorentino: un buon successo per Tosca nella lettura di Daniele Gatti

par Roberta Manetti 26 mai 2024
par Roberta Manetti 26 mai 2024

© Michele Monasta - Maggio musicale Fiorentino

© Michele Monasta - Maggio musicale Fiorentino

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A Firenze, nell’ambito dell’86° Festival del Maggio Musicale Fiorentino, ha debuttato un nuovo allestimento della Tosca di Giacomo Puccini, ben accolto dal pubblico che alla prima del 24 maggio riempiva in ogni ordine di posti la sala grande del Teatro del Maggio; alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio e del Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio, Daniele Gatti.

Scopo dichiarato del regista Massimo Popolizio era quello di eliminare la maestosità barocca sostituendole una “maestosità moderna”; così trasporta la vicenda dall’originario 1800 agli anni Trenta del XX secolo ispirandosi per l’ambientazione all’urbanistica classica romana col elementi del razionalismo italiano, senza tuttavia avventurarsi in soluzioni strane: quel che avviene e si dice in scena è comunque quanto scritto nel libretto (Napoleone resta Napoleone, Marengo resta Marengo…); che c’è un cambio d’epoca si avverte dalle scene di Margherita Palli, che evocano la Roma  (che siamo in quella città, sostanzialmente, si capisce dalla scritta sulla finta parete di travertino che funge da sipario) del quartiere dell’EUR, progettato giustappunto negli anni Trenta, suggerendo gli ambienti più che ricostruendoli; il punto di partenza per l’ispirazione è il film Il conformista di Bernardo Bertolucci, ambientato nel 1938. La gestualità di Tosca nella prima parte è un po’ da diva dei telefoni bianchi, mentre dal secondo atto la recitazione (molto curata per tutti i personaggi; si percepisce il molto lavoro fatto durante le prove) è quasi da attrice drammatica del muto. Popolizio accentua il lato fragile del personaggio, che dal momento dell’uccisione di Scarpia è come dominato dalla follia.

La direzione di Gatti ha un’impronta sinfonica e novecentesca; l’Orchestra del Maggio lo segue come meglio non si potrebbe e la strumentazione si percepisce fin nei minimi dettagli, qualche volta con tempi molto dilatati che mettono un po’ in difficoltà i cantanti: tempi un po’ innaturali e quindi difficilmente sostenibili per le voci. Fra queste, nel primo atto spicca il potente Scarpia di Alexey Markov, che, benché straniero, ha un’ottima dizione, fin nell’apertura e chiusura delle vocali secondo le regole dell’italiano standard (rispettate al 100%, anche fra i parlanti italiani, quasi solo a Firenze…); il baritono russo può lavorare ancora sull’affinamento dell’espressione, specie quando nel secondo atto il personaggio si fa più complesso. Vanessa Goikoetxea ha una bella presenza scenica e canta molto bene; alla sua voce mancano un po’ del peso e della morbidezza che ci si aspetta per Tosca, ma il soprano ispano-americano supplisce con la tecnica sicura, in una prestazione che va a migliorare fra il primo e l’ultimo atto. Proprio nella resa del terzo atto tanto la Goikoetxea quanto Piero Pretti (Mario Cavaradossi) danno il meglio.

Prima dell’inizio dello spettacolo (la prima del 24 maggio) era stato annunciato che Pretti avrebbe cantato nonostante fosse indisposto; se il malanno gli ha tolto un po’ dell’abituale squillo di tenore lirico-leggero (forse troppo leggero per questo ruolo che perfino il grande Alfredo Kraus trovava stancante per il suo registro?), la tecnica gli ha permesso di arrivare in fondo alla recita senza incidenti, puntanto sugli accenti delicati e lavorando di cesello sui legati.

Molto bene anche il Coro e il coro di voci bianche, nel Te Deum del primo atto, e le parti di contorno: lo Spoletta di Oronzo D’Urso, l’Angelotti di Gabriele Sagona, lo Sciarrone di Dario Giorgelé, il pastorello di Marta Sacco.

In definitiva, si può essere o non essere d’accordo con questa lettura, ma non si può negare che sia uno spettacolo di alto livello, di cui la maggior parte degli spettatori parla bene. Teatro esaurito anche per la seconda recita e con molti posti venduti (galleria e palchi esauriti da tempo) per le tre recite successive, lunedì 3, giovedì 6 e sabato 8 giugno alle 20.

Pour lire cet article dans sa traduction française, cliquez sur le drapeau !

Les artistes

Floria Tosca : Vanessa Goikoetxea
Mario Cavaradossi : Piero Pretti
Scarpia : Alexey Markov
Cesare Angelotti : Gabriele Sagona
Le Sacristain : Matteo Torcaso
Spoletta : Oronzo D’Urso
Sciarrone : Dario Giorgelé
Un gardien : Cesare Filiberto Tenuta
Un berger : Marta Sacco

Orchestre du Mai musical florentin, dir. Daniele Gatti
Chœur du Mai musical florentin, dir. Lorenzo Fratini
Chœur de voix d’enfants de l’Académie du Mai musical florentin, dir. Sara Matteucci
Mise en scène : Massimo Popolizio
Décors : Margherita Palli
Costumes : Silvia Aymonino
Lumières : Pasquale Mari

Le programme

Tosca

Opéra en trois actes de Giacomo Puccini, livret de Giuseppe Giacosa et Luigi Illica d’après la pièce de Victorien Sardou, créé au Teatro Constanzi à Rome le 14 janvier 1900.
Florence, 86ème festival du Mai musical florentin, représentation du vendredi 24 mai 2024.

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Vanessa GoikoetxeaAlexey MarkovPiero PrettiMassimo PopolizioGabriele SagonaDaniele Gatti
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Roberta Manetti

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