Al Festival Puccini di Torre del Lago La fanciulla del West con l’“asso nella manica” Valerio Galli sul podio

La fanciulla del West, Festival Puccini Torre del Lago, sabato 29 agosto 2026
Al 72° Festival Puccini di Torre del Lago ha debuttato con vivo successo, sabato 29 agosto, La fanciulla del West; sul podio dell’Orchestra e del Coro del Festival Puccini avrebbe dovuto esserci Daniel Oren, ma al penultimo momento è stato sostituito con Valerio Galli: un vero asso nella manica per questa produzione, e il vero trionfatore della serata, insieme al soprano Anna Pirozzi.
Fra le opere maggiori di Puccini, La fanciulla del West è forse la meno rappresentata, almeno in Italia, e pour cause: presenta grandi difficoltà la scrittura delle due parti vocali principali, quella di Minnie, la cui voce deve avere un peso da soprano drammatico, ma deve anche essere duttile e capace di sfumature, e soprattutto quella di Dick Johnson / Ramerrez. «Ci vuole un tenore ch’abbia gola» disse a suo tempo lo stesso Puccini, e non solo quella, si può aggiungere: l’interprete deve avere lo squillo del tenore lirico-spinto, ma essere anche capace di mezze voci e sfumature, in una tessitura che, specie al primo atto, tocca spesso le note di passaggio.
Poche melodie e orchestrazione ricchissima, vagamente straussiana (come si sa, Puccini era molto attento a quel che si produceva anche fuori d’Italia e ascoltava Strauss e Debussy) fanno sì che i cantanti siano facilmente coperti dall’orchestra, se in buca non c’è un direttore che ci sappia davvero fare, con questa partitura. Valerio Galli, fin dalle primissime battute, ha dimostrato di essere la bacchetta giusta e ha conquistato tutti col pieno rispetto delle dinamiche; l’orchestra, in forma smagliante (come, del resto, lo era Galli), lo ha seguito come se fosse il suo direttore musicale stabile. Sarebbe bene che la direzione artistica del festival lo chiamasse più spesso, perché non sono in tanti a comprendere a fondo Puccini come lui né a sapere estrarre il meglio, in questo tipo di repertorio, da qualunque tipo di orchestra si trovi davanti: figurarsi cosa può fare con un’orchestra che Puccini lo suona sempre.
Galli dirigerà anche la recita di sabato 5 settembre che chiude il festival e la sua presenza, unitamente a quella di Anna Pirozzi nella parte di Minnie (in quest’opera, fra una recita e l’altra, non c’è alcuna variazione di cast, contrariamente a quel che avveniva nelle altre opere in cartellone quest’anno), sarebbe già un buon motivo per non perderla.
Ad Anna Pirozzi, pure molto festeggiata dal pubblico a fine recita, non mancano le doti vocali e interpretative per disegnare un Minnie convincente: voce poderosa, ma capace anche di delicatezza e lirismo in Laggiù nel Soledad (dove sale al Do con gran naturalezza) o nella scena d’amore del secondo atto. Claudio Sgura è un Jack Rance di lunghissimo corso, perfettamente calato nella parte; debuttò il ruolo nel 2008 e lo portò poi nei maggiori teatri, inclusa La Scala nel 2016 con Roberto Aronica nella parte di Dick: in questa produzione di Torre del Lago Aronica è stato chiamato abbastanza tardi a sostituire Yusif Eyvazov, ma grazie ai trascorsi, l’affiatamento fra gli interpreti delle tre parti principali non manca, anche se, specialmente nell’insidiosissimo primo atto, il tenore è parso un po’ meno a fuoco degli altri. L’insieme, tuttavia, funziona molto bene, con buoni interpreti anche nelle parti di contorno, fra le quali spicca l’ottimo Nick di Paolo Antognetti.
La regia, tradizionale, rispetta scrupolosamente il libretto, senza sovrapporre idee estranee; fra i pochi elementi aggiuntivi rispetto alle didascalie, una grande croce che emerge da dietro i tronchi nel finale vuole probabilmente sottolineare l’importanza che il tema della redenzione ha nell’opera dall’inizio alla fine.
I personaggi e l’azione drammaturgica sono comunque ben costruiti, benché, come si sa, le manifestazioni estive si caratterizzino anche per la scarsità di prove (in questo caso, ne è stata fatta qualcuna in più); Anna Pirozzi, Claudio Sgura e Roberto Aronica si fanno apprezzare molto anche per le capacità attoriali, raggiungendo in svariate scene, e per quasi tutto il secondo atto (veramente da palpiti), dei momenti di tangibilissima tensione drammatica che ha tenuto il pubblico col fiato sospeso, come se fosse stato al cinema a vedere un film di cui non conosceva gli sviluppi.
Fra le curiose caratteristiche di quest’opera c’è difatti quella di essere molto cinematografica ante litteram: un “western” ben prima che si sviluppasse il corrispondente genere cinematografico, ma un western dove si spara tanto e non si uccide mai, perché tutti, perfino i più cinici come Rance, hanno una possibilità di riscatto ancora in questa vita.
Fra gli spettatori, in prima fila, ce n’era uno che si è cimentato ad alto livello con la parte di Dick (esiste anche una sua registrazione del 1977 per la Deutsche Grammophon, diretta da Zubin Mehta): Plácido Domingo, protagonista di un Gala lirico domenica 30 agosto al Festival, ha dato mostra di apprezzare la recita ed ha vivamente applaudito interpreti e direttore, alzandosi in piedi, come hanno fatto molti dei circa 2100 altri spettatori.
In apertura di serata, c’è stato un commovente ricordo del Maestro Antonino Fogliani, prematuramente scomparso poche ore prima, con l’esecuzione in versione per orchestra di Crisantemi di Giacomo Puccini; la recita è stata dedicata alla sua memoria.
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Minnie: Anna Pirozzi
Jack Rance: Claudio Sgura
Dick Johnson: Roberto Aronica
Nick: Paolo Antognetti
Ashby: Volodymyr Morozov
Sonora: Sergio Vitale
Trin: Andrea Galli
Sid: Paolo Ingrasciotta
Bello: David Costa Garcia
Harry: Nicola Pamio
Joe: Cristiano Olivieri
Happy: Matteo Mollica
Larkens: Hayk Tigranyan
Billy Jackrabbit: Adriano Gramigni
Wowkle: Alessandra Della Croce
Jake Wallace: Min Kim
José Castro: Diego Maffezzoni
Un postiglione: Murat Can Güvem
Orchestra e Coro del Festival Puccini, Maestro del coro: Marco Faelli Assistente Maestro del Coro: Sonia Franzese
Maestro concertatore e direttore d’orchestra:Valerio Galli.
Regia e scene: Angelo Bertini
Costumi: Bianca Bertini
Luci: Valerio Alfieri
Nuovo allestimento del Festival Puccini
La fanciulla del West
Opera in tre atti. Libretto di Guelfo Civinini e Carlo Zangarini da The Girl of the Golden West di David Belasco. Musica di Giacomo Puccini. Prima rappresentazione New York, Teatro Metropolitan, 10 dicembre 1910.
Festival Puccini de Torre del Lago, représentation du samedi 29 août 2026,